Vittorio Veneto fra liste Civiche e abbandoni

Alcuni Interventi  su Oggi Treviso

Corvo Rosso

29/03/2014 - 15:13

CIVICHE NATURA E FUNZIONI

Il candidato Scaglia pone un problema vero : le liste civiche sono uno strumento di democrazia o un sotterfugio inventato dai partiti ( e in un certo momento che coincide con la loro crisi rappresentativa)?

Non è il momento per dissertare su questo ma, a ben guardare, come dice Scaglia, provocano più confusione che benefici ma anche lui non si sottrae a questa teatralità. .

Mi domando: ma è possibile che le Civiche non trovino soddisfazioni e copertura ai loro interessi di natura varia, nei programmi e nelle liste dei partiti maggiori?

La prima lista civica si è avuta a Conegliano nel 1975 (Cadorin, ricerca su “Composizione, professioni dei Consiglieri comunali, Conegliano 2007) “per un problema personale all’interno della DC .. per poi sbocciare a seguito di una legge nel 1995…” In queste civiche si sono rifugiati politici e partiti in crisi e anche hanno aperto le porte a Capi popolo in cerca di personali soddisfazioni ,magari fino ad allora Presidenti, ma politicamente orientati, di qualche associazione apartitica o inventori di particolari esigenze di piccoli gruppi di interesse locali. A ben guardare, ed esempi ce ne sono, quelle poche civiche che sono riuscite a entrare in Consiglio, hanno premiato il solo Capolista lasciando gli altri della lista a bocca asciutta. Nascono e muoiono nel giro di qualche mese e non hanno continuità, radici profonde nel territorio. I Partiti maggiori con le coalizioni, hanno strumentalizzato a loro fini queste Civiche cercando appunto di recuperare qualche voto andando a raschiare il barile degli interessi di nicchia che con la politica generale e bene comune della Comunità poco hanno a che fare.

Sarebbe interessante discuterne dopo il 25 maggio.

Corvo Rosso

31/03/2014 - 10:33

ISTITUZIONI IN CRISI,

modifiche costituzionali con Senato da modificare, riforme da fare che tutti conoscono quali da 30 anni ma non si fanno mai e PD che si divide quando queste vengono al pettine; contributi degli eletti PD e PDL-FI non versati al Partito e M5S che mette la taglia di 250 mila euro per chi lascia il partito; referendum su indipendenza veneta e ministri che non hanno fatto un tubo ma che ora si presentano ad altre elezioni con “votateci perché abbiamo l’esperienza necessaria ( Zanonato e Giovanardi)”; per far uscire il trevigiano dalla crisi economica e occupazionale ci sono due progetti il Quadrante Europa che ci porterebbe ad essere attori principali del nostro destino e la Città metropolitana Venezia Padova Treviso che ci porta ad essere marginali al confine oltre il quale c’è il buio.

Ecco a fronte di tutto questo noi siamo fermi alla guerra fra le Civiche, ai Quartieri, al localismo che illumina una stanza (della città) ma lascia al buio l’appartamento, la città.

Ecco io vorrei capire cosa hanno in testa tutti questi grandi Capi sui problemi che esistono una volta usciti dal perimetro municipale e incontrano i problemi dalla cui soluzione dipende il vero risorgimento di Vittorio Veneto. Capi che si dividono fra quelli hanno tutti un passato positivo e negativo di partito e altri che sperano di passare sui loro corpi senza aver fatto gavetta politica e magari, bravi solo a dirigere il loro ufficio o attività. Il localismo della Lega tanto biasimata si ritrova in tante altre liste finora uscite così come la lotta ai partiti come contrassegno distintivo non può essere qualificante.

Insomma a me sembra che in periferia non siamo all’altezza politica della situazione oggi esistente e le maggioranze a divenire rispecchiano le difficoltà esistenti nella Comunità eccessivamente e frammentata.

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Corvo Rosso

31/03/2014 - 15:15

PER PASQUINO,

il problema non è se Vittorio Viva è una vera civica ma se è utile a raggiungere un certo obiettivo. Gava “Uomo con sguardo oltre i confini vittoriesi” ha trovato nel localismo, che poi è l’ideologia Lega, delle rappresentanze politiche esistenti, l’ostacolo per portare a una nuova Vittorio.

Il concentrare la propria visione nel solo territorio di competenza, a non interagire con altri, porta alla “Indipendenza del Veneto” e ad altre soluzioni irredentistiche.

Finiamola con questo attacco ai partitiche può diventare il capello sul nulla o far nascere altri raggruppamenti, non migliori dei precedenti, bisognosi per crescere di allattamento di qualche “nurse”.

I Partiti sono fatti da uomini con peccati latenti e presenti nel DNA di tutti gli altri uomini, civici e non.

“La politica non è come pettinare le bambole”.

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Michele Bastanzetti

31/03/2014 - 20:06

THE MISSION

Grande Capo, sarà mica un ex socialista craxiano lei? secondo lei il Gava se l'è squagliata perché è stato stoppato dal "localismo"?

E se invece the mission del buon Enrico, che manco è sceso mai ufficilamente in campo, fosse stata quella, sin dall' inizio, di disintegrare il centro destra portando così acqua al mulino cattocomunista? The mission peraltro è perfettamente riuscita. Con gran sberleffo al dominus localis del centro destra, lo splendido oratore Maurizio Castro.

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Corvo Rosso

31/03/2014 - 20:59

SU QUESTE COSE

signor Bastanzetti, tutte le supposizioni sono valide perché difficili da dimostrare. Faccio la mia.

In un primo post sulle alleanze possibili scrivevo pressappoco: il Pd perde a meno che……. Ricorda? Quel a meno che stava ad indicare, come poi forse è successo, che Renzi e NCD attraverso il dott Castro, abbiano spinto per un accordo Gava PD. Gava però voleva essere il candidato sindaco unico e Pasquotti, che sa tante cose da buon “cuoco”, in quel momento sollevava il problema di andare alle primarie di sinistra mettendo in discussione la candidatura di Tonon che giustamente assieme al PD rigetta.

Con Gava ci sono tanti cattolici che domani possono essere arbitri, far dipendere la vittoria di una coalizione piuttosto che l’altra. Cattolici che poi sono presenti nel PD e giunta di Treviso e allora perché no anche a Vittorio?

Il parlamentare Castro raggiunge il suo obiettivo di consolidamento con il PD però Gava non ci stà, giustamente, a fare il secondo. Si ritira e i suoi amici rimangono nel progetto e formano la o le civiche in nome della “svolta”.

A sostegno della mia supposizione qui e giudizio su Gava nel post sopra è una frase detta dal Gava nella sua intervista a OT, che io ho rimarcato in un post. Frase che contiene, se non l’ho male interpretata ma non credo, ed esprime il suo giudizio negativo sulle dirigenze politiche sia di destra che di sinistra. Vada a rileggere quella ultima intervista.

La Lega è ancora in silenzio ma non ancora per molto.

Di Craxi , Berlusconi e Renzi ne parliamo un’altra volta se vuole.

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