Duro essere alleati con idee opposte

Gli intoppi sulla strada del governo s'infittiscono. Non c'è da stupirsene

di Marco Bertoncini 29.7.2018 da wwww.italiaoggi.it

Gli intoppi sulla strada del governo s'infittiscono. Non c'è da stupirsene. Se influisce la rilevanza di alcuni temi, pesa la lontananza di programmi, elettori, esponenti grillini e leghisti. Per quanto gli uni e gli altri cerchino di rispettare l'altrui terreno, derubricando gli scontri a diversità di opinioni, trovare la sintesi è complicato, specie perché nessuno riconosce autorevolezza a chi avrebbe l'autorità di coordinamento, cioè il presidente del Consiglio.

Il decreto «dignità» è divenuto pericoloso per la Lega a causa delle polemiche degli industriali veneti. A farsene portavoce è giunto Luca Zaia, personaggio le cui posizioni hanno prestigio in casa leghista e i cui interventi non possono essere ignorati da Matteo Salvini. Non è casuale che Fi, Silvio Berlusconi e la stampa di centrodestra sfruttino il tema per ricattare il capo leghista, il quale può sì limare il provvedimento, ma non azzerarlo. C'è, infatti, da considerare la tigna personalistica adottata da Luigi Di Maio nel sostenere il decreto come creatura propria, da difendere indipendentemente dalla giustezza delle critiche.

Quanto a Tav, Tap e opere pubbliche, a influire è la base pentastellata: ristretta numericamente, ma fideistica. In Piemonte essa è costituita soprattutto da nemici e contestatori dell'alta velocità: si è già visto nel consiglio comunale torinese. Danilo Toninelli si è mostrato (come in altre occasioni) un sor Tentenna, stretto fra le proteste dei militanti e il contratto di governo, che non prevede un (costoso, fra l'altro) azzeramento dell'opera.

Le mediazioni arriveranno, e altri compromessi ancora si troveranno. A quale prezzo, per gli uni o per gli altri, non si può dire.

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