I furbetti dell’Inps e la lezione di Pitagora. La versione di Celotto

La richiesta dei cinque onorevoli furbetti è moralmente inopportuna, ma non è illegale. Serva da lezione: ci lamentiamo sempre di leggi troppo complesse, quando basterebbero leggi ragionevoli.

Alfonso Celotto,10.8.2020 formiche.net

La richiesta dei cinque onorevoli furbetti è moralmente inopportuna, ma non è illegale. Serva da lezione: ci lamentiamo sempre di leggi troppo complesse, quando basterebbero leggi ragionevoli. Il corsivo di Alfonso Celotto, professore di Diritto Costituzionale all'Università di Roma Tre

In generale ci lamentiamo di leggi troppo complesse, che pongono una serie di requisiti, limiti, certificazioni. E noi cittadini ci perdiamo a compilare moduli complessi per ottenere le prestazioni pubbliche.

Invece, paradossalmente, il bonus dei 600 euro non conteneva alcun limite o condizione.

In piena emergenza, il d.l. n. 18 del 17 marzo 2020 all’art. 27 prevedeva:

“Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro”.

Cioè una misura di emergenza per tutti i titolari di partita iva e i co.co.co, senza alcun limite di accesso. Mentre a maggio per l’estensione del bonus il limite poi è stato inserito almeno per i professionisti (art. 84 d.l. n. 34 del 2020).

Quindi i 5 parlamentari che hanno chiesto questo bonus hanno agito in piena legalità, perché la legge non poteva alcun requisito. E anche se guadagnavi 100.000 euro al mese lo potevi chiedere. Ma ora stanno impazzando le polemiche.

Ovviamente la richiesta dei 5 parlamentari è moralmente molto inopportuna, ma la questione si può leggere anche da altro punto di vista. Sulla tecnica con cui si scrivono le leggi.

Quando il legislatore pone troppi requisiti e condizioni ci lamentiamo, quando non ne pone nessuna…. Ci sorprendiamo.

Tutto ciò ci fa capire che è giusto che la legge ponga limiti e condizioni, ma che devono essere plausibili e ragionevoli. In fondo già Pitagora diceva: “Il legislatore deve essere l’eco della ragione”.

Commenti   

#4 riki 2020-08-10 13:51
Bonus Inps, Fdi contro il M5s: "Sapevano già i partiti, glieli ha detti Tridico?"
Dito puntato contro Pasquale Tridico in casa Fdi. Francesco Lollobrigida vuole vederci chiaro sul ruolo del presidente dell’Inps, nominato proprio dal Movimento 5 Stelle, nel caso dei cinque deputati che hanno chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro, riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva. Pur condividendo gli appelli a rendere pubblici i nomi dei furbetti, autore di “comportamenti gravemente inopportuni”, il capogruppo di Fdi alla Camera ritiene oltremodo grave che i dati personali “siano forniti da importanti burocrati a chi li ha nominati per essere usati contro gli avversari”. Libero.it
#3 riki 2020-08-10 13:07
La giustificazione del governo: "Bonus ai deputati? C'era fretta..."
Gli esponenti giallorossi mettono le mani avanti: "Non si potevano mettere paletti sennò avremmo dovuto fare doppi controlli e la gente si lamentava" Luca Sablone. Il Giornale
#2 riki 2020-08-10 12:31
SALLUSTI INCENERISCE I PARLAMENTARI “FURBETTI”: “ACCATTONI È LA GIUSTA DEFINIZIONE. TRA I TANTI MODI DI FARE SOLDI ATTRAVERSO LA POLITICA, QUESTO MI SEMBRA IL PIÙ MESCHINO. PER PRENDERE UNA TANGENTE CI VUOLE CORAGGIO E TALENTO, CRIMINALE MA PUR SEMPRE TALENTO. SOTTRARRE RISORSE AI BISOGNOSI QUANDO SI È CON IL SEDERE BEN AL CALDO È STUPIDO E VIGLIACCO” – “È POSSIBILE CHE LA DECISIONE DI RENDERE NOTO IL MISFATTO FACCIA PARTE DI UN REGOLAMENTO DI CONTI, E IL FATTO CHE DI MAIO SIA STATO IL PIÙ LESTO A SALTARE SULLO SCANDALO…”
#1 riki 2020-08-10 11:44
- Guido Crosetto sui furbetti dell Inps: "I vertici sapevano a fine maggio, ma salta fuori solo oggi. Un fatto gravissimo" Libero
- I populisti furbettiIl problema non sono i deputati che hanno chiesto il bonus, ma il governo che gli ha consentito di chiederlo
Non è una novità che la classe dirigente politica sia quella che è, ma la responsabilità è di chi l’ha selezionata e votata, non delle istituzioni. Di Maio, Fico e i cantori di palazzo Chigi approfittano della storia miserabile dei cinque parlamentari, e pare anche dei duemila consiglieri locali, che hanno ottenuto il sussidio per fare campagna sul referendum, ma la colpa è della legge che hanno scritto e approvato loro Christian Rocca- linkiesta-

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata