1-LA STRATEGIA DELLO SPUTTANAMENTO. L'infinita caccia della giustizia a Berlusconi

2- Il bla bla bla dei grandi del mondo spiegato a Greta Sul clima l'Ue non fa “bla bla bla”, ma occhio ai costi sociali

GIUSEPPE SOTTILE, PEDUZZI, FLAMMINI  28.10. 2021 ilfoglio.it

1-La procura di Firenze cerca (ancora) il legame tra il Cav. e la stagione degli attentati.

Ci ha provato Ilda Boccassini, Ilda la Rossa, dalla sua stanza numero trenta, nel cuore avvampato della procura di Milano. Ci hanno provato i coraggiosi magistrati di Palermo: da Gian Carlo Caselli ad Antonio Ingroia, fino a Nino Di Matteo, l’eroe della Trattativa. Ci ha provato per quattro volte la procura di Caltanissetta, titolare delle indagini sulle stragi del 1992, quella di Capaci e quella di via D’Amelio, dove furono trucidati i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per identificare mandanti ed esecutori di quegli attentati sono stati anche celebrati otto processi in primo grado e otto davanti alle corti d’appello. Ma le falangi di procuratori, investigatori e inquisitori hanno dovuto arrendersi all’evidenza e passare, malgré tout, alla conseguente archiviazione. Ci hanno provato, eccome. Alla fine però Silvio Berlusconi ne è uscito pulito, incontaminato, libero e potente come prima, più di prima. Lui, con le stragi di mafia, non ha avuto nulla a che vedere e nulla a che spartire.

2- - EUPORN-IL LATO SEXY DELL'EUROPA La staffetta G20-Cop26 è una corsa a ostacoli

PAOLA PEDUZZI E MICOL FLAMMINI 28 OTT 2021

    

C’è grande timore che i negoziati sul clima non portino a risultati concreti. Le proposte, l’anno cruciale (2030) e il guaio geopolitico di chi non si presenta

Il bla bla bla dei grandi del mondo spiegato a Greta Sul clima l'Ue non fa “bla bla bla”, ma occhio ai costi sociali

Nel fine settimana ci sarà la staffetta tra il G20 di Roma e la Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Glasgow – riguarda il clima ma riguarda anche l’efficacia del multilateralismo, la capacità di trovare accordi, di restare uniti, di studiare e applicare insieme soluzioni alle grandi crisi di questo momento. Le premesse non sono del tutto rassicuranti, perché in controluce ai buoni propositi e alla retorica della solidarietà costruttiva si vedono le assenze, i dispetti, i silenzi opportunistici. Mario Draghi, premier italiano e padrone di casa del G20, spera di poter consegnare all’ospite della Cop26, il premier britannico Boris Johnson, un consenso di massima sugli obiettivi ambientali globali, ma le parole “paura di un contraccolpo” stanno già circolando tra i vari leader impegnati nella staffetta. Si teme il nulla di fatto ma soprattutto si teme l’impatto sociale, politico ed economico del costo collettivo di un non accordo. Siamo andate a vedere quanto sono in forma e dove vogliono arrivare i corridori di questa staffetta mondiale.

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