LA LEGGE DI BILANCIO Draghi e la manovra anti populista: "Non temo lo sciopero generale"
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La manovra passa all'unanimità, scontro su Rdc fra Lega e M5s. Quota 102, rifinanziamento del reddito di cittadinanza con oltre un miliardo. Slitta il ddl Concorrenza. Il premier: "Va fatta bene
CARMELO CARUSO 29.10 2021 ilfoglio.it lettura1’
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E’finita. E’ cominciata. Adesso si può scrivere che qualcosa di importante si è concluso e aggiungere: “C’è ancora tanto da iniziare”. Una legge di Bilancio da 30 miliardi, composta da 94 pagine, 185 articoli. Ma come si fa a leggere tutto? Ieri, negli uffici dei ministeri e nelle redazioni, c’era chi si contendeva la bozza della manovra (“c’è ! c’è!”) prima ancora che Mario Draghi la sottoponesse in Cdm e ne chiedesse il voto per approvarla. L’ha ottenuto. L’ha ottenuto all’unanimità e con applauso finale. Ma quanto tempo? Dalle 15.30 alle 19 nessuno sapeva cosa stesse accadendo a Palazzo Chigi. I portavoce dei ministri venivano inondati di messaggi. Era invece solo l’ultima delle “notti bianche”, il saldo di questa logomachia, questa disputa che è durata quasi due settimane, la contesa sulla Quota 102 (ma per un anno), il Rdc, il cashback, il superbonus… Potete ora immaginare quanto fosse atteso l’arrivo di Mario Draghi in conferenza stampa? E’ arrivato accompagnato da Daniele Franco, l’aritmetico Franco, da Andrea Orlando, il ministro capomastro, e ha esordito con il suo tenace concetto: “E’ una legge di Bilancio espansiva in coerenza con il Pnrr. Tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti, la crescita. La crescita è la nostra bussola”. Non ha salutato i sindacati ma anzi ha anticipato: “Si torna al contributivo ma sulle pensioni il governo rimane disponibile al confronto con le parti sociali. Le cose si possono aggiustare. Non mi aspetto lo sciopero generale”…..


