SCOSSONE A NORDEST, In Veneto la Lega dei campanili è chiamata al cambiamento

- La morsa di Francia e Germania si stringe sulla Meloni. Le ansie di Draghi e Mattarella su gas e debito. -Meloni non vede Salvini e sulla lista leghista scuote la testa: c'è subito un problema di metodo

DARIO DI VICO, Valentini ilfoglio.it 05 OTT 2022

Nella regione di Luca Zaia il clima è cambiato. L’addizionale Irpef e l’arrivo di Intel: nel nordest è il tessuto produttivo a chiedere al Carroccio discontinuità economica

Le imprese del Veneto puntano su Meloni: “Porta novità e un governo forte”

La regione Veneto che per la prima volta introduce l’addizionale sull’Irpef e il probabile arrivo nel veronese dell’insediamento manifatturiero dell’Intel sono due novità destinate a pesare molto sugli equilibri di un territorio che, volente o nolente, finisce così per dover fare i conti con la discontinuità. E in questo caso a entrare in discussione non sono solo i meri equilibri politici incardinati sul consenso “bulgaro” della società civile nei confronti del governatore Luca Zaia, ma anche quelli economici rappresentati dall’antico mix tra piccola dimensione manifatturiera, debole terziario innovativo e radicato associazionismo d’impresa. Il tutto ovviamente va collocato nel contesto del recentissimo test elettorale che si è concluso con un clamoroso bagno di voti leghisti mutatisi in poco tempo in altrettanti consensi per Fratelli d’Italia, una forza politica che finora aveva ricoperto nel centrodestra nordestino un ruolo ancillare.

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- La morsa di Francia e Germania si stringe sulla Meloni. Le ansie di Draghi e Mattarella su gas e debito

VALERIO VALENTINI 05 OTT 2022

    

Cingolani e Gentiloni – in contrasto tra loro – provano a superare la contrarietà tedesca alla riforma del mercato del gas. Ma Macron ci ripensa e si allinea a Scholz. E' il segnale di un rinnovato rapporto esclusivo tra Parigi e Berlino, che impone a FdI una svolta diplomatica. Il capo dello stato domani a Malta invocherà maggiore compattezza europea

In fondo, più che una svolta è un ritorno alla prassi. Tutto come prima, come sempre: il che, a volere essere cinici, potrebbe preoccupare ben poco chi sta per lasciare Palazzo Chigi. E però quella rinnovata saldatura tra Berlino e Parigi – sul gas, certo, e non solo – si prefigura come una tenaglia che stringendosi sul governo che verrà metterà in difficoltà l’intero paese. E allora ecco che questa tettonica delle alleanze europee da cui Giorgia Meloni rischia di finire stritolata allarma chi, più di tutti, è garante degli interessi dell’Italia. Per questo Sergio Mattarella, domani, intervenendo a Malta all’incontro dei capi di stato europei del gruppo Arraiolos, ricorderà – e si vedrà con che toni e che formule – la necessità di rifuggire ogni tentazione di autosufficienza in seno alla comunità del vecchio continente. Un messaggio alla Germania, insomma.

-Meloni non vede Salvini e sulla lista leghista scuote la testa: c'è subito un problema di metodo

SIMONE CANETTIERI 04 OTT 2022

    

La leader di FdI e quello del Carroccio non si incontrano, ufficialmente per motivi d’agenda. Dal sesto piano della Camera, dove la premier in pectore è rintanata, emerge un certo fastidio per i desiderata salviniani. “Queste liste sono ininfluenti, non servono a nulla se non a voi giornalisti”, taglia corto un meloniano di fiducia. Dalla Lega non la pensano così

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La paura (non) fa Meloni

Incontra Roberto Cingolani. Mantiene un filo diretto con Mario Draghi. Riceve alti graduati dell’esercito, parla di strategie energetiche. Si sente al telefono, per la seconda volta, con il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky per assicurargli “pieno sostegno alla causa della libertà del tuo popolo”. E poi ha un colloquio con l’ex premier israeliano Benjamin Netanyahu, ricandidato alle elezioni politiche del prossimo 1° novembre. Giorgia Meloni fa tutte queste cose al sesto piano della Camera. Due piani sotto per l’intero pomeriggio c’è Matteo Salvini, che riunisce il federale della Lega, e squaderna la lista dei desideri. I due non si vedranno. Anzi.

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