CONTRO MASTRO CILIEGIA L'Incredibile Scarpinato

Cominciò con i flop del processo Andreotti. s'inventò l'incredibile "Sistemi criminali", poi la risibile patacca della Trattativa..

MAURIZIO CRIPPA 23 MAG 2023 ilfoglio.it

Cominciò con i flop del processo Andreotti. s'inventò l'incredibile "Sistemi criminali", poi la risibile patacca della Trattativa. Passato alla corte di Conte ha straparlato di rapporti tra mafia e presidenzialismo. Ma sulla nomina di Colosimo è riuscito a dire che il governo "non è credibile". Quest'uomo credibilissimo e immenso

Aveva cominciato in calzoni corti a pedalare in indagini e processi come quelli contro Andreotti e Contrada, e si sa com’è finita. Tuonò contro “la storia della ostilità del Palazzo nei confronti di magistrati come Falcone”, peccato che l’inchiesta “Mafia appalti” gli scivolò come sabbia tra le dita. Si fece le ossa e il nome da fiction criminale con l’inchiesta “Sistemi criminali” sul golpe presunto degli anni ’90, orchestrato dal magico poker Cosa nostra-massoneria-stato deviato-eversione nera. Tutto archiviato con qualche risolino. Ci riprovò con tigna e fantasia per lunghi anni con la boiata pazzesca della Trattativa. Si consolò girando tv e giornali con le sue verità: “Quasi tutte le indagini sulle stragi italiane sono state depistate da apparati deviati dello Stato”. Finalmente pensionato e assiso su nuovo scranno grazie a Beppe Conte , alla prima occasione, la fiducia a Meloni, s’è fatto protagonista di uno show “tutto si tiene” su doppio stato, neofascismo, stragi e sostenitori del presidenzialismo. E oggi ha detto che l’elezione di Chiara Colosimo alla presidenza dell’Antimafia dimostra che la maggioranza non è credibile”. L’ha detto davvero, Roberto Scarpinato. Quest’uomo credibilissimo e immenso.

Commenti   

#1 walter 2023-05-24 14:45
"Siamo soli e allora combattiamo come sappiamo fare”
Trattativa Stato-Mafia, Mori: “Dopo morti Falcone e Borsellino politica e forze dell’ordine sparirono”
Paolo Pandolfini — 24 Maggio 2023
Trattativa Stato-Mafia, Mori: “Dopo morti Falcone e Borsellino politica e forze dell’ordine sparirono”
“Non mi fermo, voglio sostenere e testimoniare quello che è l’essenza della trattativa Stato-Mafia che ritengo ancora attuale, come era attuale al tempo di Falcone e Borsellino. Voglio proseguire perché ritengo che non sia più un problema giudiziario ma è ancora e molto evidentemente un problema politico”.
A dirlo è l’ex generale dei carabinieri Mario Mori, già comandante del Ros, intervenendo lo scorso fine settimana al Festival della giustizia penale di Modena. “Ciancimino (Vito, ex sindaco mafioso di Palermo, ndr) non era uomo d’onore ma sapeva benissimo come muoversi. Dopo la morte di Falcone l’ho conosciuto, l’ho trattato bene per avere un confidente e feci due iniziative innovative: provare ad alzare il livello dei nostri contatti e mandare quello che ritenevo il mio ufficiale più efficiente (il capitato Ultimo, ndr) con 15 uomini a Palermo, dove gli dissi di non frequentare le caserme, ma di trovare e catturare Riina. Come diceva Dalla Chiesa quando si trovano persone di queste organizzazioni non si arrestano, ma si seguono: se non si capisce questo non si può fare alta polizia” ha aggiunto Mori, assolto dalla Cassazione all’inizio del mese dall’accusa di essere venuto a patti con la mafia per far cessare le stragi.
Mori ha raccontato della sua collaborazione con Falcone e Borsellino per l’avvio dell’indagine “Mafia-Appalti”. Dopo le loro morti “non solo la politica scomparve, ma anche le gerarchie delle forze di polizia non dissero una parola. La nostra reazione fu: vabbè siamo soli e allora combattiamo come sappiamo fare”. “Quando mi sono sentito solo, Borsellino e Falcone mi hanno dato la forza di andare avanti” ha quindi ricordato il generale.

Paolo Pandolfini

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