La verità sul voto sulla direttiva europea contro la corruzione. - IL CALDO E IL METODO SOTTOCORONA

- Pechino si sceglie i vescovi? Per il prof. Giovagnoli va bene così. Lo storico juniore di Sant'Egidio ci ricasca

21.7.2023 E.Antomucci, C. Cerasa, M. Matzuzzi ilfoglio.it lett3’

La verità sul voto sulla direttiva europea contro la corruzione

ERMES ANTONUCCI 21 LUG 2023

    

“La proposta di direttiva europea contro la corruzione è in contrasto con il principio di sussidiarietà e di proporzionalità”, spiega al Foglio Antonio Giordano, deputato di Fratelli d’Italia relatore del parere votato mercoledì

Perché l'Ue sbaglia a voler replicare lo schema Anac a livello europeo

"Il centrodestra boccia la direttiva europea contro la corruzione e l’abuso d’ufficio". E’ questo il messaggio che gran parte dell’informazione e dei partiti di opposizione hanno fatto passare dopo il voto espresso mercoledì dalla commissione affari europei della Camera sul parere relativo alla direttiva proposta da Parlamento europeo e Consiglio Ue sulla lotta contro la corruzione. Come spesso accade, le cose stanno diversamente e sono più complesse di come appaiono. “La proposta di direttiva europea contro la corruzione è in contrasto con il principio di sussidiarietà e di proporzionalità”, spiega al Foglio Antonio Giordano, deputato di Fratelli d’Italia relatore del parere votato mercoledì.,,,

- IL CALDO E IL METODO SOTTOCORONA

Giocare con il senso di colpa, sul clima, significa ignorare una realtà fatta di successi (anche italiani)

CLAUDIO CERASA 21 LUG 2023

    

L'Italia e l'Europa nel corso degli ultimi anni hanno ridotto l'emissione di gas e aumentato le percentuali di riciclo. Ecco perché bisognerebbe smetterla di affrontare la crisi climatica in maniera ideologica

Il meteorologo Paolo Sottocorona invita, sul caldo, a dare “notizie e non minacce”

Responsabilità sì, senso di colpa no. Paolo Sottocorona, formidabile meteorologo de La7, due giorni fa, l’avete visto, ha rilasciato al Foglio un’intervista illuminante. Sottocorona dice di non essere un negazionista, cosa che probabilmente penserà Repubblica che con simpatia ha deciso di trasformare tutti coloro che invitano a non fare allarmismo sui temi ambientali in emuli dei No vax. E dice di contestare “il modo impreciso, poco chiaro e iper allarmistico con cui viene presentata una situazione che, fosse davvero quella minacciata, sarebbe certo pericolosa”. Il riferimento di Sottocorona è legato all’annuncio fatto da molti giornali relativo all’arrivo di temperature “infernali”, con una “drammatizzazione”, dice ancora il nostro eroe, “che può portare a una inutile diffusione del panico e a una sorta di autosuggestione presso una certa categoria di persone che per età e abitudine, o perché non è abbastanza smaliziata, tende a fidarsi, come si diceva un tempo, di ‘quello che dice la tv’ o, oggi, il web”…

- Pechino si sceglie i vescovi? Per il prof. Giovagnoli va bene così

Lo storico juniore di Sant'Egidio ci ricasca. Anni fa suggerì ai dimostranti di Hong Kong di smetterla perché il loro destino "è la Cina", oggi plaude all'imposizione del vescovo di Shanghai

MATTEO MATZUZZI 20 LUG 2023

    

In un articolo, lo storico della Cattolica cita le affermazioni del segretario di stato a sostegno dell'Accordo segreto. Non tutte però. Si dimentica dei passaggi in cui Parolin critica apertamente l'atteggiamento della Parte cinese

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Roma. Il professor Agostino Giovagnoli è da sempre uno dei più ferventi sostenitori dell’intesa tra la Santa Sede e la Cina. Non è solo un osservatore attento a quel che accade in oriente, ma un simpatizzante della causa di Pechino. Anni fa, era l’autunno del 2019, dinanzi alle violenze nelle strade di Hong Kong (i dimostranti chiedevano solo di non finire sotto il tacco del regime comunista, volevano il mantenimento della libertà di cui avevano sempre goduto, non reclamavano colpi di stato né assaltavano vetrine di rinomati brand di moda) scrisse su Cattolica News che sì, quei giovanotti destavano simpatia, ma insomma, il destino di Hong Kong è la Cina e sarebbe stato opportuno che si rassegnassero all’ineluttabilità dei fatti. Ora, sul sito Formiche, Giovagnoli contesta chi ha osservato che il Papa ha proceduto alla nomina del vescovo di Shanghai tre mesi dopo che quest’ultimo era stato scelto e installato dalle autorità comuniste, dando un brevissimo preavviso a Roma – quasi di cortesia, insomma – come peraltro osservò il direttore della Sala stampa vaticana, lamentando un certo fastidio per quanto accaduto. La tesi del professore è che Giuseppe Shen Bin (il vescovo nominato) “è un pastore stimato”, secondo la definizione data dal cardinale segretario di stato, Pietro Parolin. “La Santa Sede, dunque – prosegue lo storico juniore di Sant’Egidio – ne ha un buon giudizio e non sembra forzato pensare che non sia contrara alla sua scelta come vescovo di Shanghai”. Quindi, la sentenza: “Se si guarda alla persona, insomma, non si vede la vittoria di Pechino sulla Santa Sede”.

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