Dopo il taglio del reddito di cittadinanza aumentano gli stagionali: così cambia il lavoro estivo Perso il sussidio grillino, il mercato si riaccende

Il Rdc è costato agli italiani 25 miliardi di euro in tre anni senza produrre i risultati attesi: né in termini di riduzione della povertà né in termini di accompagnamento all’occupazione

Annarita Digiorgio — 4 Agosto 2023 ilriformista.it lettura2’

Cameriere

Dai primi di agosto sono tornati i lavoratori stagionali in spiagge e ristoranti. Effetto taglio del reddito di cittadinanza. Camerieri, baristi, lavapiatti, bagnini, addetti alle pulizie: perso il sussidio tornano a lavorare. Il fenomeno si è subito verificato in Campania, Puglia e Sicilia, in settori come turismo e la ristorazione, a partire dalle località balneari, dove è maggiore la richiesta di lavoro in questo periodo estivo.

A darne notizia ieri Marina Valli, presidente di Federturusmo, sul Messaggero: “Si tratta per lo più di persone che non hanno qualifica specifica al lavoro e che possono tornare utili ad esempio per fare i lavapiatti in cucina o per pulire le zone comuni nelle strutture ricettive. Insomma, tutti quei profili che possono essere inseriti in corsa per le necessità stagionali”. Notizia confermata anche da Silvio Moretti, responsabile lavoro di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi): “Persone che prendevano il sussidio fino a luglio e che si presentano nelle nostre aziende ma anche ristoranti e bar che intensificano la loro attività e cercano in questo bacino il personale da impiegare”.

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