LA LETTERA Mattarella richiama (ancora) il governo Meloni sulla concorrenza

Dopo i balneari, gli ambulanti. Il capo dello stato firma la legge per non compromettere il Pnrr ma precisa che l'articolo 11 è "in contrasto con le regole europee"
02 GEN 2024 ilfoglio.it lettura2’

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Sulla concorrenza il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiama ancora una volta il governo. Oggi il capo dello stato ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato per segnalare le criticità contenute nel disegno di legge sulla concorrenza 2022, che Mattarella ha promulgato il 30 dicembre e da oggi in Gazzetta ufficiale. I dubbi riguardano in particolare l'articolo che disciplina le concessioni per il commercio su aree pubbliche che, nota il presidente della Repubblica, “introduce l’ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo” e con criteri che “appaiono restrittivi della concorrenza in entrata e favoriscono, in contrasto con le regole europee, i concessionari uscenti”. Una modalità di rinnovo che secondo il Colle appare incompatibile con i principi più volte ribaditi dai giudici e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

E' la seconda volta che Mattarella puntualizza formalmente sui contenuti di una legge approvata da questo Parlamento e anche in questo caso il tema sullo sfondo è quello della concorrenza. A febbraio il presidente della Repubblica aveva inviato un'altra lunga lettera per suggerire correttivi riguardo alle concessioni balneari, su cui il governo ha ancora in corso un'interlocuzione con Bruxelles. Come ricorda lo stesso Mattarella nella lettera di oggi, "il contesto che viene a determinarsi" sulle concessioni per il commercio su aree pubbliche "presenta caratteristiche molto simili a quello oggetto della mia lettera del 24 febbraio scorso".

La legge sulla concorrenza pubblicata oggi in Gazzetta ufficiale era uno dei traguardi del Pnrr da conseguire entro il quarto trimestre del 2023: proprio per non mettere in pericolo l'erogazione della quarta rata Mattarella ha deciso di procedere con la sua promulgazione "con sollecitudine", auspicando però "ulteriori iniziative di Governo e Parlamento".

L'articolo 11 della legge prevede che le concessioni per licenze dei commercianti ambulanti durino dieci anni e siano disciplinate secondo la direttiva Bolkestein. Per regolare le gare il ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà adottare delle linee guida previa intesa in sede di Conferenza unificata.

Commenti   

#1 walter 2024-01-02 18:05
Repubblica tarocca il messaggio di auguri di Mattarella Ignazio Stagno 02 gennaio 2024 liberoquotidiano.it
Repubblica tarocca il messaggio di auguri di Mattarella
”In Italia diritti minacciati”. Così titolava il sito di Repubblica subito dopo il discorso di fine anno del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il tutto mettendo in bocca al presidente parole mai pronunciate. Già, perché per insinuare il dubbio che nel nostro Paese aleggi un'ombra, magari col marchio del centrodestra, capace addirittura di mettere in discussione i diritti su cui si fonda la nostra Repubblica, ecco che viene tirata per la giacchetta pure la più alta carica dello Stato. E viene fatto nel momento di massima audience sul web mentre tra un cotechino e qualche lenticchia si cerca di scorrere lo smartphone per sapere cosa ha detto Mattarella nel suo consueto appuntamento in tv.

LA RICOSTRUZIONE
Il presidente ha fatto un discorso equilibrato, ha parlato delle guerre in corso, del nostro Paese, dei giovani che devono posare il cellulare per partecipare di più alla res pubblica, ma mai sono state pronunciate le parole che dalle parti di Repubblica hanno messo in bella mostra mentre salutavamo il 2023.
La parola “diritti” nel testo integrale del discorso di Mattarella viene pronunciata quattro volte: «Quando la nostra Costituzione parla di diritti, usa il verbo “riconoscere”», «...significa che i diritti umani sono nati prima dello Stato. Ma, anche, che una democrazia si nutre, prima di tutto, della capacità di ascoltare», «affermare i diritti significa ascoltare gli anziani» e ancora «affermare i diritti significa prestare attenzione alle esigenze degli studenti, che vanno aiutati a realizzarsi». Queste le parole usate dal presidente della Repubblica.
Non si trova mai il termine “diritti”affiancato a “minacciati”. Anzi, la parola “minacciati” non compare proprio nel discorso di fine anno.
Per consolare Repubblica ricordiamo che sì, c’è un “minacciate”, ma in quel caso il Capo dello Stato si riferiva «alle violenze delle guerre. Di quelle in corso e di quelle evocate e minacciate»

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