Ilva e il teatrino ambientalista. GLI ERRORI CHE HANNO CONDOTTO AL DISASTRO

L'Ilva e l'Italia delle balle d'acciaio. Tutto in un unico cocktail tossico. Ambientalismo ideologico, europeismo tafazziano, magistratura populista, sindacato senza visione

CLAUDIO CERASA e altri, dindacati, giudici.10 GEN 2024 ilfoglio.it. lettura2’

Ambientalismo tossico, europeismo tafazziano, magistratura populista, sindacato ideologico, paura del futuro. I guai dell’acciaieria di Taranto sono i guai dell’Italia. Chiacchiere con Antonio Gozzi, numero uno di Federacciai

Quando si parla di Ilva, della ex Ilva, tutto torna. Tutto insieme. Tutto in un unico cocktail tossico. Ambientalismo ideologico, europeismo tafazziano, magistratura populista, sindacato senza visione, politica demagogica, paura del futuro. La storia degli ultimi giorni della ex Ilva ormai la conoscete. Due giorni fa, come sapete, i soci di Acciaierie d’Italia, che gestiscono tra gli altri il più grande stabilimento di acciaio del nostro paese, a Taranto, non hanno trovato un accordo per aumentare il capitale della società. ArcelorMittal, che controlla il 62 per cento di Acciaierie, ha scelto di bocciare una proposta emersa in assemblea, per iniettare nella ex Ilva liquidità pari a un miliardo e 300 milioni, e il governo, che nella ex Ilva è presente attraverso il 38 per cento di Invitalia, lunedì ha invitato l’azionista di maggioranza a farsi da parte, a scendere nel controllo dell’azienda, annunciando di essere pronto a salire fino a una quota tra l’80 e il 60 per cento.

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STEFANO CINGOLANI 09 GEN 2024

    

Le intemerate dei politici pugliesi, i sindacalisti, magistrati, gli ambientalisti, l’immobilismo dei decisori. E molto altro. Chi ha ucciso l’acciaieria più importante d’Europa?

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Non se n’è fatta una giusta da quando nel 2012 i magistrati hanno tolto per la prima volta all’Ilva la gestione degli impianti (un anno dopo verranno estromessi i Riva). Adesso poi si rischia di commettere altri sbagli o di coltivare altre illusioni. Nazionalizzare subito, via i Mittal, dicono i sindacati. Ma, a parte il fatto che sono proprio i Mittal a volersene andare dall’Italia e anche dall’Europa dei lacci e lacciuoli, che cosa se ne farà lo stato una volta diventato di nuovo padrone? Dal gran parlare, dal fiume di parole e di chiacchiere, non emerge uno straccio di strategia…

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Chi acquista gli impianti a contratto scaduto? Una norma inserita in un decreto del governo Gentiloni permetterebbe di risolvere questo problema. Rimarrebbero quelli più importanti, ossia il piano finanziario, industriale e occupazionale

Taranto. Chissà se forse oggi smetteranno di chiamarla “ex Ilva”. Tecnicamente, in tutte le carte dei ministreri e dei tribunali, lo stabilimento di Taranto non ha mai cambiato nome: non è mai stato “ex”. Come pure “Ilva” (in amministrazione straordinaria) è ancora a oggi il nome della proprietà degli impianti, sotto sequestro. Acciaierie d’Italia, la società con Invitalia, come già ArcelorMittal, è solo affittuaria degli impianti che gestisce con fitto di ramo d’azienda fino a maggio 2024, quando scadrà il contratto di fitto e dovrà acquistarli. Questo sarà il primo problema che dovranno affrontare il governo e il team legale incaricato da Invitalia: se l’accordo con il socio di maggioranza è saltato, chi acquista gli impianti a contratto scaduto?...

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