Si incassa di più ma si spende di più. In Italia 3mila miliardi di debito pubblico, interessi pari a quattro finanziarie l’anno
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l’ipoteca sul futuro dei giovani Preoccupano gli interessi sul debito: l’anno prossimo saliranno a 112 miliardi di euro, l’equivalente di quattro finanziarie
19.122024 Angelo Vaccariello, ilriformista,it
Aumentano le entrate fiscali, ma la spesa pubblica cresce di più. Preoccupano gli interessi sul debito: l’anno prossimo saliranno a 112 miliardi di euro, l’equivalente di quattro finanziarie
In Italia 3mila miliardi di debito pubblico, interessi pari a quattro finanziarie l’anno: l’ipoteca sul futuro dei giovani
Nella bolla del dibattito pubblico italiano, dove media e policy maker vivono una realtà parallela, è scomparsa la locuzione “debito pubblico”. Come se il nostro paese non avesse sulle spalle un fardello enorme che costa sacrifici, limita gli investimenti e tarpa il futuro delle nuove generazioni.
Colpisce, pertanto, lo spazio esiguo dedicato da testate tradizionali e digitali alla notizia della rilevazione della Banca d’Italia sul nostro debito nazionale. Secondo l’Istituto di via Nazionale, ad ottobre di quest’anno, l’esposizione del Belpaese nei confronti dei creditori è salita a 2.981,3 miliardi ad un tiro di scoppio, oramai, dai 3mila miliardi considerata una sorta di soglia psicologica.
Debito pubblico, le componenti
I numeri rivelano una realtà che dovrebbe essere fonte di enorme preoccupazione. Basti pensare, infatti, che nel mese di ottobre si registra uno dei più alti incrementi del debito negli ultimi mesi: più 19,9 miliardi di euro. Come spiegano da Bankitalia, l’aumento è dovuto principalmente alla necessità di coprire le spese pubbliche. Anche la parte del debito detenuta da investitori esteri è aumentata, fattore che riflette una crescente partecipazione internazionale nel finanziamento del debito italiano.
L’aumento del debito è stato principalmente causato dal fabbisogno delle amministrazioni pubbliche che ha comportato un aumento di 17,5 miliardi e dalla crescita delle riserve del Tesoro, pari a 2,7 miliardi. Alcuni fattori, come gli scarti e i premi legati all’emissione e al rimborso dei titoli, la rivalutazione dei titoli indicizzati dall’inflazione e i cambiamenti nei tassi di cambio, hanno invece provocato una leggera riduzione del debito, con una diminuzione di 0,2 miliardi. Se si analizzano i diversi settori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 19,8 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 0,1 miliardo, mentre quello degli enti previdenziali è rimasto invariato.
Si incassa di più ma si spende di più
La cosa che maggiormente colpisce, però, è che il debito è aumentato nonostante un incremento delle entrate fiscali che, sempre a ottobre, sono aumentate di 42,4 miliardi, con un incremento del 4,8, rispetto a ottobre 2023. Da gennaio a ottobre le entrate totali sono state di 452,5 miliardi, con una crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tradotto in parole povere: lo Stato italiano incassa di più ma spende anche molto di più. Un divoratore di risorse che ha sempre fame e che non riesce a “mettersi a dieta” ponendo una enorme ipoteca sul futuro delle nuove generazioni.



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