Mps, affondo su Mediobanca: Opa totalitaria, valutazione 13,3 miliardi. Terremoto nella finanza: effetti su Generali?

che preluderebbe a un vero e proprio scompiglio e che modificherebbe gli equilibri del controllo delle Generali

24.1. 2025, 7:59 | di Michela Scacchioli | firstonline.info lett5’

Terremoto nella finanza: Monte dei Paschi di Siena annuncia un’operazione per l’acquisizione di Mediobanca, con una mossa . Ecco tutti i dettagli

 

 

Mps tenta la scalata a Mediobanca. Un vero e proprio terremoto nella finanza italiana. Il consiglio di amministrazione di Banca Montepaschi di Siena, infatti, ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di scambio volontaria su tutte le azioni di Mediobanca. L’offerta resta condizionata all’ottenimento delle relative autorizzazioni regolamentari e alle condizioni indicate nella comunicazione che saranno ulteriormente precisate nel documento di offerta.

Mps ha già convocato per il 17 aprile 2025 la sua assemblea dei soci con, all’ordine del giorno, la delibera sull’aumento di capitale al servizio dell’offerta pubblica di scambio su Mediobanca. Un’operazione che si potrebbe concretizzare tra giugno e luglio.

L’Ad di Mediobanca, Alberto Nagel, l’ha già bollata come “operazione non concordata e ostile”. Si tratta di una mossa che, di fatto, prelude a un deciso scompiglio negli equilibri della finanza italiana spostando gli equilibri del controllo delle Generali (il cui 13% è in mano a Piazzetta Cuccia) e sparigliando le carte del risiko bancario.

L’offerta di Mps su Mediobanca mette in risalto numerosi intrecci di azionisti che arrivano fino a Generali.

Proprio di recente Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, era salita al 9,78% del capitale di Mps (dal precedente 3,5%) con un investimento di circa 800 milioni a seguito della progressiva cessione, da parte del Tesoro, di quote della banca senese. La mossa di Delfin ha avuto come obiettivo quello di blindare Mps e rafforzare il “nocciolo duro” italiano dopo la discesa del Mef che, comunque, resta primo azionista con l’11,7%, seguito appunto dalla cassaforte dei Del Vecchio con il 9,78%, da Banco Bpm con il 5%, da Francesco Gaetano Caltagirone con il 5,026 e da Anima con il 4 per cento. Vale la pena ricordare che Bpm ha, a sua volta, lanciato un’Opa su Anima.

Gli azionisti – sottolinea la nota diffusa oggi dal Monte – non agiscono di concerto. Dall’acquisizione delle quote della banca senese il risiko bancario è comunque diventato ancora più complesso con l’Ops lanciata da Unicredit su Banco Bpm.

 

L’asse Delfin-Caltagirone, tuttavia, costituisce anche il blocco di maggior peso fra gli azionisti di Mediobanca: Delfin, infatti, è il primo socio di Piazzetta Cuccia con il 19,8%, Caltagirone secondo con il 5,5%: a conti fatti, insieme detengono il 25,3% della banca d’affari. Terzo azionista è Blackrock con il 4,23 per cento.

 

Il patto di consultazione, invece, raggruppa l’11,40% degli azionisti: Mediobanca, infatti, è guidata da un gruppo di società legate da un “accordo di consultazione”. Dentro figurano: il gruppo Mediolanum (3,49%), la Fin.Priv (che ha al suo interno Generali, Italmobiliare, Pirelli, Stellantis, Telecom e Unipol), Monge, il gruppo Gavio, la Finpog Italia (gruppo Doris), il gruppo Ferrero, il gruppo Luchini, il gruppo Pecci, e con quote minori ancora Tosco-Fin, Smil, Plt Holding (famiglia Tortora), Fin.Fer (gruppo Pittini) , Vittoria Assicurazioni, Mais, Valsabbia Investimenti e Romano Minozzi.

Mediobanca è poi l’azionista più importante di Generali, con il 13,10% del capitale. Seguono il gruppo Del Vecchio/Delfin con il 9,93, il gruppo Caltagirone con il 6,92% e il gruppo Benetton con il 4,80 per cento.

Mps-Mediobanca, il rapporto di cambio

Il rapporto di cambio è stato fissato a 2,300 azioni di nuova emissione di Mps per ogni azione esistente di Mediobanca, che comporta un prezzo implicito di offerta pari a 15,992 operazione, e un premio pari a 5,03% rispetto ai prezzi ufficiali del 23 gennaio 2025. Il corrispettivo totale è di 13,3 miliardi di euro.

Mps-Mediobanca, i dettagli dell’operazione

L’acquisizione di Mediobanca permetterà a Mps di generare un ritorno sul capitale tangibile di circa il 14%, di avere un indicatore di solidità patrimoniale pro-forma di circa il 16% e di generare circa 700 milioni di sinergie ante imposte all’anno, di cui 300 milioni da ricavo 300 milioni di costo e 100 milioni di funding. Lo comunica Mps in una nota.

La transazione permetterà di beneficiare del valore delle Dta (attività fiscali differite) di Mps, facendo leva su una base imponibile consolidata più elevata. Il nuovo gruppo sarà, infatti, in grado di accelerare l’utilizzo di 2,9 miliardi di euro di Dta nei prossimi sei anni, con 0,5 miliardi all’anno e un significativo beneficio di capitale.

Il “valore attuale netto stimato a beneficio degli azionisti di Mediobanca aderenti all’offerta” generato dall’accelerazione nell’utilizzo delle Dtra ammonta a “circa 1,2 miliardi di euro, pari a circa il 10% dell’attuale valore di mercato di Mediobanca”.

Mps, ecco cosa ha detto il Ceo Lovaglio

“Con questa operazione di natura industriale vogliamo segnare un nuovo approccio nel percorso di consolidamento del settore bancario che in maniera innovativa crea valore da subito sia per gli azionisti di Mps che di Mediobanca, e ritengo anche per l’intero sistema Paese. Puntiamo a un nuovo campione nazionale, con due brand di eccellenza, che vogliamo proteggere e ancor più valorizzare”. Così il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, nella nota in cui la banca annuncia l’offerta su Mediobanca.

Dall’unione tra la banca “più antica del mondo ancora in attività” (la sua nascita è fissata al 1472) e Mediobanca nascerà “un nuovo e moderno gruppo bancario altamente competitivo, leader in business specialistici chiave e con una forte solidità patrimoniale, che si pone l’obiettivo di svolgere in modo sempre più virtuoso il ruolo di sostegno a famiglie, imprese e comunità locali”, ha dichiarato ancora Lovaglio.

“Insieme e a beneficio di tutti gli azionisti, abbiamo l’opportunità di creare un player con un modello di banca globale best-in-class e resiliente, facendo leva su competenze distintive e complementari, capillari reti distributive e agili piattaforme digitali. Una combinazione di business unica di talenti, know-how, brand e valori. La giusta sintesi – conclude – per un’eccellenza italiana su cui costruire un futuro di crescita e innovazione a beneficio di clienti, dipendenti, azionisti e tutti gli altri stakeholder”.

Mps, con Mediobanca il dividendo arriverà al 100% dell’utile

Dall’integrazione tra Mps e Mediobanca “sono previsti benefici significativi per gli azionisti di entrambe le banche” attraverso la distribuzione di un dividendo per azione “sostenibile e in crescita”. In particolare, si legge nella nota di Mps sull’offerta, è atteso “un incremento a doppia cifra” degli utili per azione ‘adjusted’ e una “generazione organica di capitale superiore all’utile netto che permette un crescente” dividendo per azione “con un pay-out ratio”, cioè la percentuale di utile distribuito sotto forma di dividendo, “fino al 100% dell’utile netto, preservando al contempo una forte solidità patrimoniale”. Per quanto riguarda i costi di integrazione sono “pari a circa 600 milioni di euro al lordo delle imposte, da sostenere nel primo anno di attività”.

Mps, le condizioni per l’offerta

Tra le condizioni a cui è subordinata l’offerta pubblica di scambio di Mps su Mediobanca figura il conseguimento del 66,67% del capitale di Piazzetta Cuccia. Lo si legge nel comunicato in cui il Monte annuncia l’operazione. La condizione di efficacia, al pari delle altre posta da Mps, è rinunciabile “solo espressamente” dalla banca.

Mps: benefici dai flussi di cassa di Generali

Grazie all’acquisizione di Mediobanca Mps diventerà un “operatore che beneficia di un flusso di cassa sostenibile, derivante dall’investimento assicurativo”. Lo si legge nella nota di Mps sull’offerta per Mediobanca, che – lo si ricorda ancora – detiene il 13% di Generali, i cui ricchi e stabili dividendi alimentano il conto economico di Piazzetta Cuccia.

Mediobanca: con Ops addio a Piazza Affari?

L’offerta di Mps su Mediobanca porterebbe anche a un addio di Piazzetta Cuccia a Piazza Affari? L’interrogativo circola insistentemente. Una possibile risposta è contenuta nel comunicato diramato da Mps: “L’obiettivo dell’offerta – vi si legge – è acquisire l’intero capitale sociale dell’emittente e conseguire la revoca delle azioni Mediobanca dalla quotazione su Euronext Milan. Si ritiene, infatti, che il delisting favorisca gli obiettivi di integrazione, creazione di sinergie e crescita tra Mps e Mediobanca”.

Commenti   

#4 walter 2025-01-24 15:44
A fine giornata abbiamo scritto una parte delle conclusioni delle conclusioni a cui si è giunti in questo business. Ma dietro le quinte mancano altri attori come il Governo, e altri interessi e obiettivi che vedremo fra qualche mese. Per ora, insomma accontentiamoci, ma, visto che la politica e l'economia procedono senza le polemiche sciocche e fuorvianti che i nostri politici ci distribuiscono ogni giorno e a comando. Korvo
#3 walter 2025-01-24 10:12
…Mediobanca verso il cda. “Un’offerta non concordata”
Un consiglio di amministrazione di Mediobanca verrà convocato nei prossimi giorni, ma intanto si apprende da fonti finanziarie che l’offerta pubblica di scambio lanciata da Mps su Mediobanca non concordata coi vertici di Piazzetta Cuccia verrà considerata “ostile”. Alle ore 10 circa, Mediobanca balza in Borsa oltre prezzo Ops: +5,26% a 16 euro per azione,,, estratto ilriformista.it
#2 walter 2025-01-24 10:07
Da preda a predatore
Offerta di Mps su Mediobanca, pro e contro della scalata dell'ex Cenerentola alla roccaforte della finanza
Lanciata un’offerta pubblica di scambio da 13,3 miliardi: dietro l’operazione il piano ambizioso per il controllo di Generali e il sostegno di Palazzo Chigi. Caltagirone e Delfin-Del Vecchio hanno tutte le intenzioni di arrivare alla resa dei conti..estratto ilfoglio Mariarosaria Marchesano
#1 walter 2025-01-24 10:04
La scalata di Mps, voluta da Caltagirone e Delfin, non convince il mercato per il ruolo non neutrale del Governo
La sorprendente Ops di Mps su Mediobanca farà scattare la passivity rule di Piazzetta Cuccia in vista dell’assemblea di Generali ma è il ruolo di arbitro non neutrale del Governo che insospettisce il mercato

La scalata di Mps, voluta da Caltagirone e Delfin, non convince il mercato per il ruolo non neutrale del Governo
Di solito le Opa riescono, come ha ricordato un intelligente uomo di finanza come Rony Hamuai, ma quella lanciata dal Monte dei Paschi su Mediobanca oltre che sorprendente è “un’operazione atipica” dove le sinergie industriali non sono facilmente individuabili anche se, va sottolineato, non ci sono sovrapposizioni tra i due istituti. Non c’è chi non veda che il vero obiettivo di Caltagirone e Delfin, gli azionisti del Monte ma anche di Mediobanca e Generali che hanno ispirato il colpo di scena senese, è non solo la costruzione del terzo polo caro al Governo ma la conquista del Leone, dove Piazzetta Cuccia, oggetto di scalata e dunque di passivity rule, non potrà incrementare la propria partecipazione in vista della caldissima assemblea di primavera di Trieste.
Ma la reazione iniziale della Borsa, fortemente ribassista del Monte dei Paschi che inizialmente non è riuscito a fare prezzo, dice anche altro e cioè la forte perplessità sul ruolo del Governo che non viene percepito come arbitro ma come parte attiva visto che ha ancora l’11% della banca senese e non ha mai nascosto la sua simpatia per il terzo polo bancario al punto di mostrarsi infastidito per la scalata di Unicredit sul Banco Bpm.estratto 24 Gennaio 2025, 9:46 | di Franco Locatelli |firstonline.info

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