Elezioni regionali, In veneto, Vannacci e lista Zaia mandano in tilt Lega Meloni Tajanini
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Cirielli favorito ma i sondaggi dicono Carfagna La preoccupazione inaspettata per il centrodestra arriva dalla sua roccaforte.
Aldo Rosati 21.8. 2025 alle 10:43 ilriformista.it lettura3’
L’andatura è incerta, il passo vistosamente claudicante. Anche allo specchio l’immagine che si riflette è terribilmente simile. Due coalizioni divise su tutto, con problemi sovrapponibili al loro interno. Alleati invadenti che alzano la posta, vertici che si susseguono inutilmente, uno stallo che inizia a preoccupare le Case Madri. Insomma la “brutta” estate della politica italiana. Se Elly Schlein rischia il cortocircuito in Campania e in Puglia, Giorgia Meloni è nel fango in Veneto, e in dolce attesa all’ombra del Vesuvio.
Regionali Veneto: la forza di Zaia e i timori di Fdi e FI
L’unico passo avanti nel rebus veneto riguarda il possibile candidato al trono: il favorito resta Alberto Stefani, segretario della Lega e vice federale. Il braccio di ferro con Fratelli d’Italia potrebbe finire con la conferma di un Presidente della Lega. A meno che il tavolo non salti per la richiesta di Luca Zaia, appoggiata da Matteo Salvini: una lista del Doge in coalizione. È lo spettro che agita gli alleati, nel 2020 il raggruppamento presentato dal Presidente fece man bassa di voti: il 44,6%. Lasciando le briciole ai partiti tradizionali. Cinque anni dopo, Fdi e Forza Italia vorrebbero evitare lo sconquasso. Il vicepresidente del Consiglio, consapevole di quanto pesi il Veneto per il suo futuro, minaccia: se Zaia non potrà avere la sua lista, lo candido capolista in Consiglio Regionale nella Lega. L’ultimo incontro del centrodestra non ha sciolto l’impasse, i big si rivedranno la prossima settimana. Morale: tutte le ipotesi restano in piedi, anche la più dirompente, la corsa solitaria di via Bellerio.
Regionali Campania: Cirielli favorito ma i sondaggi dicono Carfagna…
In Campania la coalizione di Giorgia Meloni ha deciso di godersi fino in fondo il “posto al sole”, allestito da Vincenzo De Luca, che sta riuscendo nell’impresa di tenere sul filo il “predestinato” Roberto Fico. La caccia al tesoro del centrodestra non lesina nuove estrazioni: l’ultima è la deputata campana Mara Carfagna. L’ex ministra è risultata la più gradita del centrodestra da un sondaggio di Nicola Piepoli; il Presidente di Noi moderati Maurizio Lupi prende la palla al balzo e incita gli alleati: “È lei la nostra carta”.
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In ballo, da settimane, altri nomi: il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, il deputato leghista Giampiero Zinzi, la Presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo, il Presidente dello Zes Giosy Romano. La premier non vorrebbe cedere agli azzurri (che puntano su Romano) anche la Campania (oltre alla Calabria dove corre il Presidente uscente Roberto Occhiuto), per cui il favorito resta Cirielli. Si deciderà entro fine mese, quando lo “psicodramma” del Pd si esaurirà.
Regionali, il campo largo sogna il colpaccio
Il risultato che farà la differenza però si disputerà nelle Marche, il confronto tra l’uscente Francesco Acquaroli e l’eurodeputato Matteo Ricci è di quelli in grado di assegnare la vittoria o la sconfitta delle due coalizioni. La schedina è statica: si voterà (oltre che in Val d’Aosta), nelle Marche, in Veneto (centrodestra), Toscana, Campania e Puglia (centro sinistra) e Calabria (centro destra). Il campo largo è chiamato a fare il colpaccio, Il 3-3 allargherebbe i sorrisi a Palazzo Chigi.



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E SCATENA UNA RIVOLTA ALL’INTERNO DEL PARTITO - DALLA TOSCANA AL VENETO
21 ago 2025 14:09 dagospia.com lettura1’
I LUOGOTENENTI DEL GENERALE SPINGONO PER ENTRARE NEI CONSIGLI REGIONALI. “PORTIAMO ARIA FRESCA” RIVENDICA IL COMITATO “MONDO AL CONTRARIO”. MA I SALVINIANI DOC SONO SULLE BARRICATE I LEGHISTI TEMONO DI ESSERE SCHIACCIATI DA LUI ALLE REGIONALI..."
Ernesto Ferrara per repubblica.it – Estratti
In Toscana candidati del generale in tutti i collegi e almeno uno nel listino blindato, con somma irritazione del nucleo storico vicino alla “zarina” salviniana Susanna Ceccardi.
Assalto dei fedelissimi di Roberto Vannacci alle formazioni del Carroccio pure in Veneto, tra i maldipancia dei dirigenti del Carroccio di più lunga data, da Andrea Ostellari a Mario Conte e Alberto Stefani.
E così in Campania, dove si racconta di un commissario regionale leghista, Gianpiero Zinzi, sospettoso e contrariato per le mosse del generale. E in Puglia, nelle Marche, in Calabria.
“Portiamo aria fresca”, rivendica il luogotenente dei comitati del Mondo al contrario, Cristiano Romani. Al momento sembra esclusa una candidatura in prima persona del generale nelle liste, ma mai dire mai. Perché in tutte le Regioni dove si vota in autunno la “vannaccizzazione” delle liste sta creando alta tensione nella Lega.
Chi conosce bene le fibrillazioni del mondo salviniano ci scherza su: “Avete presente la foto del generale con la cernia morta in cui deride la sinistra? Ecco, per il momento quella faccia la stanno facendo i leghisti che temono di essere schiacciati da lui alle regionali”. E qualcosa di vero c’è. Perché Matteo Salvini nei mesi scorsi ha nominato il generale autore del controverso Mondo al contrario vicesegretario nazionale della Lega. E al primo banco di prova elettorale - le elezioni regionali previste tra fine settembre e metà novembre - l’eurodeputato lancia l’arrembaggio. Mette in campo il suo peso. E spaventa la Lega, con cui sono in corso serrate trattative in tutti i territori.
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