Farsa russa. Schlein non può fare battaglia sul Salvini filo Mosca, perché lo è anche Conte e sulla difesa
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europea preferisce non disturbare il capo grillino, perché ha la stessa posizione del leader padano
Mario Lavia, 17.12.2025 linkesta.it lettura1'
Il vicepresidente del Consiglio, tra gli applausi del Cremlino Salvini, ripete la propaganda di Putin, mentre il Partito democratico fischietta anziché chiedere le dimissioni, e sulla difesa europea preferisce non disturbare il capo grillino, perché ha la stessa posizione del leader padano. Una farsa, ma con un leghista serio: il presidente della Camera Lorenzo Fontana
C’è un vicepremier che ama ripetere la propaganda di Mosca, anche mentre la Russia minaccia il nostro paese e tutta l’Europa. In qualunque democrazia normale, l’opposizione con il suo principale partito ne chiederebbe le dimissioni seduta stante. In Italia no. Per una ragione semplice, persino imbarazzante: l’alleato che il Partito democratico continua testardamente a inseguire, il Movimento Cinque Stelle, la pensa esattamente come quel vicepremier. Cioè, come Matteo Salvini.
Tu guarda in che pasticcio si trova, e non da oggi, il partito di Elly Schlein: potrebbe scatenare l’inferno e invece si ritrova imbambolato a solidarizzare con l’Ucraina, ma sparando supercazzole sul riarmo, le stesse di Giuseppe Conte, con il risultato che sulla politica estera, cioè il capitolo più importante di tutti, il campo largo è sempre fermo al palo, non credibile agli occhi degli italiani e del mondo intero. Di fatto Giuseppe Conte imbriglia le opposizioni e Giorgia Meloni ringrazia sentitamente, perché così può coprire le magagne del governo. Estratto


