L’addio di Vannacci? Già pronto il prossimo vicesegretario: Luca Zaia.
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I numeri del partito del Generale e l’incubo sbarramento
27 Gennaio 2026 - 14:20 Sofia Spagnoli, open.online lett3’
L'analista di Youtrend Martina Carone ad Open: «Il mezzo milione di voti raccolto alle Europee equivarrebbe a poco meno del 2% dei voti validi in un’elezione nazionale»
Il «problema da 500mila preferenze», come il vicepremier definì Roberto Vannacci, sta finendo per ricucire il rapporto tra Matteo Salvini e Luca Zaia, smussando le frizioni emerse negli ultimi mesi, a partire dallo scontro sul nodo del terzo mandato in Veneto. Un’intesa ancora fragile, sullo sfondo di un partito attraversato da forti tensioni: nelle ultime settimane si sono intensificati i rumors sulla possibilità che l’ex generale voglia fondare un proprio partito che raccolga i seguaci del “Mondo al contrario“, segnando una rottura definitiva con il Carroccio. Una distanza evidente da tempo e diventata plastica in occasione della kermesse leghista a Roccaraso, dove la Lega ha provato a mostrarsi in una veste nuova, “più moderata”. Una virata che a Vannacci non è piaciuta affatto.
Così, dopo lunghi silenzi, Salvini e Zaia hanno ripreso a vedersi, anche per confrontarsi sul dossier Vannacci. Due o tre incontri solo nelle ultime settimane, compreso un confronto più approfondito in occasione del ricevimento per Milano-Cortina alla residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti. E nei ragionamenti interni al partito prende corpo l’ipotesi che, qualora l’uscita di scena di Vannacci dovesse concretizzarsi, la casella da vicesegretario spetterebbe proprio a Luca Zaia, perché «in grado di ricompattare il fronte del Nord», critico verso alcune recenti prese di posizione della leadership.
E se Vannacci fondasse un nuovo partito? Parla l’esperta
Ma parlando di dati e di scenari possibili, quali ricadute avrebbe davvero sulla Lega l’eventuale nascita del MAC, l’ipotetico partito di Vannacci, in termini di preferenze? Sul piano del gradimento, il tasso di fiducia verso l’ex generale si colloca tra il 15% e il 20%, un dato inferiore a quello di Salvini e «sostanzialmente in linea con quello dei leader di formazioni politiche minori».
«Naturalmente – spiega a Open è Martina Carone, analista di YouTrend – il consenso è più alto tra gli elettori della Lega, ma anche tra quelli degli altri partiti di centrodestra». Si tratterebbe però di un consenso «che difficilmente potrebbe tradursi in un bacino autonomo cui attingere per la creazione di un nuovo soggetto politico, destinato ad aggiungersi a quelli già esistenti».
Come si muoverebbe l’elettorato?
I dati aiutano anche a capire come potrebbe muoversi l’elettorato del Carroccio. «Secondo una nostra recente indagine – prosegue Carone – se Vannacci fosse il leader della Lega al posto di Salvini, gli elettori che in quel caso sarebbero meno propensi a votare il partito (25%) sarebbero nettamente più numerosi di quelli che invece si direbbero più propensi a farlo (10%)».
I dati delle elezioni 2024
Qualche indizio sulla reale diffusione del consenso lo offrono anche i voti “veri”, quelli incassati dal generale alle elezioni europee del 2024, quando ottenne circa 500 mila preferenze, a pochi mesi dalla pubblicazione del suo libro Il mondo al contrario. Un risultato importante, ma «caratterizzato da una distribuzione territoriale molto disomogenea». «A parte alcuni casi eclatanti – spiega l’esperta – come la Sardegna, dove oltre la metà dei voti alla Lega conteneva una preferenza per Vannacci, in quell’occasione le preferenze per il generale furono sì una componente importante, ma comunque minoritaria rispetto agli oltre due milioni di voti complessivi ottenuti dal partito di Salvini».
«Non supererebbe la soglia del 3%»
Per di più, ad oggi, «mezzo milione di voti equivarrebbe a poco meno del 2% dei voti validi in un’elezione nazionale», puntualizza Carone. «Anche ipotizzando che Vannacci, fondando un proprio partito, riesca a raddoppiare il consenso raccolto alle Europee del 2024, si tratterebbe comunque di una formazione in grado di superare a stento la soglia di sbarramento del 3%», il limite che il centrodestra starebbe valutando di introdurre nella nuova legge elettorale proprio per sbarrare la strada a formazioni autonome come quella che potrebbe formare l’ex generale.
Insomma, per l’esperta, «i dati suggeriscono che Vannacci intercetta certamente un segmento specifico dell’elettorato leghista e del centrodestra – ma forse non sufficientemente ampio e distribuito da rendere realistico, allo stato attuale, il superamento autonomo della soglia di sbarramento da parte di una lista separata». Anche se «non vi è dubbio che il partito più danneggiato sul piano dei consensi da una scissione simile sarebbe proprio la Lega».



Commenti
….Caro Dago, dal "Papeete" in poi l'eterno confuso Salvini non ne ha indovinata una. Ha fatto cadere il governo di cui faceva parte convinto di vincere le elezioni e ha fatto andare al governo il PD che ha subito sconfessato tutte le sue leggi.
Si è fissato su un ponte che tutti ritengono irrealizzabile per problemi progettuali, rischi sismici, espropri, e non da ultimo i costi proibitivi e fuori controllo. Ha fatto entrare nel partito un personaggio folcloristico come Vannacci che crea solo problemi di credibilità al partito.
Come se non bastasse non perde occasione per manifestare vicinanza al criminale Putin che da 4 anni bombarda civili in Ucraina e, per non farsi mancare nulla, riceve neonazisti in una sede istituzionale del Paese . Insomma un triste personaggio di cui gli elettori e l'Italia non hanno bisogno…. .estratto Lettera 3 a Dagospia.com
BF
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