Votare Sì significa difendere il garantismo contro il gratterismo
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Cabaret futurista o libertà di pensiero? Propendo per la seconda ipotesi: “La libertà di pensiero ce l’abbiamo, ora ci vorrebbe il pensiero” (Karl Kraus).
Michele Magno 13 feb 2026 lettere Direttore, ilfoglio.it lett3’
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
Al direttore - “Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente” (Nicola Gratteri, intervista al Corriere della Calabria). Cabaret futurista o libertà di pensiero? Propendo per la seconda ipotesi: “La libertà di pensiero ce l’abbiamo, ora ci vorrebbe il pensiero” (Karl Kraus).
Michele Magno
Per dirla come uno dei maestri di Gratteri: non esistono sostenitori del Sì innocenti, esistono solo colpevoli sostenitori del Sì non ancora scoperti. Detto tra parentesi: è bello sapere che nella magistratura non ci sono magistrati rancorosi, ideologizzati, incapaci di tenere a bada i propri istinti primordiali. Più gratterismo o più garantismo? Il senso del referendum, in fondo, è anche questo.
Al direttore - Non posso credere che il Procuratore Gratteri abbia veramente espresso il concetto secondo cui voteranno No le “persone perbene” e voteranno Sì “massoneria deviata o imputati”. Sono certo che smentirà chi gli attribuisce queste parole. Altrimenti significherebbe che un magistrato come Nicola Gratteri, che stimo per la sua storia, cade nella peggiore demagogia, criminalizzando milioni di cittadini che la pensano in modo diverso dal suo. Purtroppo questa affermazione segue di poche ore un’altra falsità detta dal Procuratore Gratteri, quella che la separazione delle carriere avvantaggi solo “ricchi e potenti” e che trasformerebbe il pubblico ministero in un “avvocato dell’accusa” e indebolirebbe le tutele. Anche questo non è vero e non si capisce da cosa tragga questa conclusione. Anche se, a esser sincero, mi piacerebbe chiedere al Procuratore Gratteri quanti pm conosce che cercano le prove a favore dell’indagato. Quello che conta – e che i sostenitori del No non dicono – è che con la riforma l’obbligatorietà dell’azione penale non viene meno. La verità è che la separazione delle carriere non è un attacco alla magistratura, ma una scelta di civiltà giuridica. Noi avvocati siamo convinti dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e sosteniamo il rafforzamento dell’imparzialità dei giudici attraverso una netta distinzione tra magistratura giudicante e inquirente. La terzietà del giudice dal pubblico ministero, e da qualunque potere dello stato, è una condizione indispensabile per la difesa. Davanti a un giudice, collega del pm, con il quale condivide carriera, criteri di avanzamento e stipendiali, assegnazione di incarichi direttivi e semidirettivi, e anche l’organo disciplinare, il cittadino è solo, e dalla sua parte ha soltanto l’avvocato, che però oggi, per i giudici e per i pm, è un estraneo. Il confronto pubblico, purtroppo, si è trasformato nell’ennesimo scontro tra partiti. L’avvocatura è estranea a questa polarizzazione. Quando si parla di diritti e di princìpi costituzionali gli avvocati non si schierano con nessuno, se non con i cittadini. Ed è proprio a loro che ci rivolgiamo: andate a votare guardando al merito. La separazione delle carriere, insieme a un doppio Csm, mira a evitare che un unico organo governi funzioni diverse. Autonomia e indipendenza restano intatte. Si rafforza invece la terzietà del giudice e con essa la giustizia.
Francesco Greco
presidente del Consiglio Nazionale Forense
- Gratteri ora assegna patenti di onestà sul referendum. E il fronte del No tace | VIDEO
L'incredibile dichiarazione del procuratore di Napoli ("Le persone perbene voteranno No, gli indagati e i massoni voteranno Sì") non è un'opinione ma un anatema, oltre che un insulto a milioni di italiani. Il Csm apre una pratica. Ma Anm e Pd restano in silenzio –estratto Ermes Antonucci ilfoglio.it
- le parole del ministro
Valditara: “Gratteri indichi le scuole che fanno propaganda per il Sì al Referendum”
Il ministro dell’Istruzione chiede al magistrato di segnalare eventuali istituti calabresi dove si sarebbe fatta campagna referendaria in aula: “Se ci sono stati interventi impropri, interverremo secondo la legge”destratto ilfoglio



Commenti
«Tantum possumus quantum scimus», scriveva Francesco Bacone: possiamo solo quanto sappiamo. Per Debora Serracchiani, evidentemente, il quantum è considerevole. Il momento della rivelazione è arrivato sabato 8 febbraio, quando Mattarella ha firmato il decreto sul quesito referendario definendolo «giuridicamente ineccepibile». Ineccepibile. Nel lessico presidenziale, parola che chiude discussioni. Ma Serracchiani ha sentito il dovere di intervenire con superiore sapienza. «La solita tracotante arroganza di chi comanda e non governa», ha tuonato la responsabile Giustizia del Pd. L’indignazione di fronte a un governo che fa ciò che Mattarella ha ritenuto conforme al diritto.
Criticare il governo è legittimo. Ma quando il Presidente si esprime con tale nettezza, forse bisognerebbe fermarsi…estratto 12 Febbraio 2026 alle 09:15 iltiformista.it di Stefano Giordano
Il ministro condanna le parole di Gratteri e ricorda il caso Tortora. E il magistrato lo attacca in tv da Formigli
… Spicca la presa di distanza dalle esternazioni del Procuratore Nicola Gratteri anche da parte di Bachelet. Un commento che ritiene offensivo e pronto a indirizzare voti maggiori in direzione del "Sì" al referendum costituzionale.… .
Mi domando se l'esame psico-attitudinale che noi abbiamo proposto per l'inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera".
Ma il ministro da Vespa ha ricordato la necessità di un sistema in grado di arginare quel sistema correntizio emerso soprattutto dopo lo scandalo Palamara. Così come il bisogno di arginare i casi di mala giustizia.
La risposta che viene data è che questa riforma non inciderà sul funzionamento della macchina giudiziaria, dimenticando però di spiegare che senza risolvere i problemi che l'ingranaggio ha al suo interno qualunque altro cambiamento sarebbe impossibile. ….
E tra questi c'è proprio quella saldatura quasi inscalfibile tra membri togati che talvolta interferisce persino con l'agenda politica. "Serve a eliminare quella giustizia domestica che c'è dentro alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, per cui se un magistrato sbaglia non paga mai, ma semmai viene promosso: pensiamo al caso Tortora, c'è stato uno dei più clamorosi errori giudiziari, quei magistrati sono stati promossi, uno addirittura è andato al Consiglio superiore della magistratura.
Perché? Perché erano protetti all'interno del Csm proprio da questo sistema di correnti", ha spiegato il ministro. Che ha anche ricordato come la magistratura sia l'unica categoria di persone che "commette errori e non paga"..estratto Giulia Sorrentino 13 febbraio 2026 - 05:00 ilgiornale.it
L'ex pm simbolo di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, spiega le sue ragioni del Sì al referendum. Si opponeva alla separazione durante il berlusconismo….estratto Int. Antonio Di Pietro Pubblicato 13 Febbraio 2026 ilsussidiario.net
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