lettere al direttore Il campo largo che gioca con la Pravda

e il coccodrillo di Churchill. Piuttosto che

Lettere 6 AGO 26 ilfoglio.it lettura 3’

Al direttore - Giochino estivo. Chi ha detto questa frase? “Piuttosto che agli ombrelli nucleari, l’Ue pensi ai problemi che ha creato”. Putin, Conte, Vannacci, Travaglio?

Luca Maffei

Sempre di giocare con la Pravda si tratta in fondo, no?

Al direttore - Tragedia ex Ilva. Anche se si mobilitano, proclamano scioperi e bloccano le strade statali, i sindacati continuano a essere culturalmente sottomessi al “politicamente corretto” dei killer dello stabilimento di Taranto. Come si fa a non dire una sola parola di critica della sentenza della Corte d’appello di Milano il cui dispositivo è talmente assurdo da sfociare nella provocazione? Come si fa a non denunciare la collusione tra una magistratura ideologizzata, un ambientalismo estremista, delle istituzioni politiche opportuniste o imbelli che hanno lucidamente operato per la chiusura dello stabilimento, impedendo alle legioni di commissari persino di attuare misure di risanamento? Ora tutti confidano nel tavolo tecnico, ma ormai è tardi e i nemici non disarmano.

Giuliano Cazzola

Al direttore - Mentre Goffredo Bettini rilasciava un’intervista al Corriere della Sera (5 agosto) per incollare i cocci rotti del centrosinistra, su Kyiv si scatenava l’inferno con decine di vittime civili. Senza i Patriot negati da Trump, si è lamentato Zelensky, la contraerea ucraina può poco o nulla. Qui c’è già la risposta all’affermazione di Bettini secondo cui il sostegno militare al paese aggredito “va valutato se aiuta a resistere […] o se è destinato ad alimentare una guerra infinita”. Sono invece certamente destinate ad alimentare una guerra infinita le cospicue forniture di armi (e di truppe) a Mosca della Corea del nord, della Cina e dell’Iran. Ma su questo punto dalle parti del campo largo il silenzio è d’oro. Tuttavia, Bettini non si limita ad analizzare la situazione del mondo, suggerisce anche soluzioni concrete: la sicurezza dei confini dell’Ucraina garantita da forze neutrali di interposizione (già bollata da Putin come una provocazione inaccettabile); la sicurezza della Russia, garantita dalla rinuncia dell’Ucraina a far parte della Nato (già garantita da Trump). E, infine, “l’autoderminazione dei territori popolati in larga maggioranza da cittadini russofoni”. Come se quei territori non fossero stati annessi alla Federazione russa (decisione giudicata irreversibile dai suoi vertici politici); e come se russofoni significasse “russofili” (allora avrebbe ragione l’estrema destra austriaca quando rivendica l’autoderminazione del Sud Tirol perché in maggioranza germanofono). Ma questi sono dettagli. La questione più rilevante che solleva Bettini è una questione di analisi o, come lui dice, di “contesto”. Perché “la guerra all’Ucraina ha una storia alle spalle, e […] se non tenti di capire le ragioni che hanno portato al conflitto” non vai da nessuna parte (sintesi mia). Anche per Bettini, insomma, come per Papa Francesco, “la Nato ha abbaiato ai confini della Russia”. Mentre anche i sassi sanno che il vero obiettivo di Putin era mettere un altro Lukashenka a Kyiv, e non la conquista del Donbas. Certo, Putin non è uguale a Hitler, ma soltanto perché questa volta l’Europa, pur non avendo un Churchill, non è caduta nel trabocchetto dell’appeasement col despota del Cremlino auspicato da Giuseppe Conte.

Michele Magno

Quella del campo largo, in versione campo Lavrov, mi sembra una strategia illuminata: il problema della guerra in Ucraina non è la Russia che attacca ma è l’Ucraina che si difende. E non a caso l’unico riarmo che spaventa i cavalli di Troia dell’occidente è quello che riguarda chi si difende dal riarmo russo. Se la Russia attacca, non va provocata: lasciamoli fare. Se l’Europa si difende, non va sostenuta: va attaccata, demonizzata, nella speranza, come diceva Churchill, che poi il coccodrillo che stiamo cibando ci mangi per ultimi. Si poteva scegliere fra il disonore e la guerra. Chi sceglierà il disonore, purtroppo, non avrà pace: avrà altre guerre.

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata