I compensi di Report li paghiamo noi: 11 giornalisti sopra i centomila euro l’anno

.. da 2.206.083 a 2.909.316 euro in tre stagioni, undici giornalisti su trenta sopra i centomila euro l’anno

Stefano Giordano 26 Agosto 2026 ilriformista.it lett2’

I compensi di Report pubblicati dal Tempo — da 2.206.083 a 2.909.316 euro in tre stagioni, undici giornalisti su trenta sopra i centomila euro l’anno — Ranucci li contesta, ed è un suo diritto. Ma un dato non è contestabile: chi paga. Paghiamo noi. Il canone non è una bolletta come le altre: è un prelievo obbligatorio, e la Rai che lo incassa è concessionaria di servizio pubblico.

Sul metodo di quel giornalismo — che ci guardiamo bene dal definire — i giudizi più severi non sono venuti da destra: sono venuti da sinistra, e in tempi non sospetti. Plichi anonimi, fatturazioni quantomeno discutibili: tanto che la Corte dei Conti aprì un fascicolo già nel 2022, e i giudici contabili hanno i loro tempi. In attesa che ogni sede accerti ciò che le compete, la domanda del contribuente resta elementare: dobbiamo davvero pagarlo noi?

Sia chiaro: Ranucci non va cacciato. Una destituzione politica ne farebbe un martire, e di martiri costruiti a tavolino questo Paese abbonda. Il contratto corre fino a dicembre? Lo onori fino all’ultimo giorno. Ma un po’ di pudore aiuterebbe: perfino la sua redazione — riferiscono Corriere e Tempo — gli ha chiesto un passo di lato, definendolo un «atto di gentilezza» verso colleghi seri che rischiano di pagare colpe non loro. Lui, invece di raccoglierlo, attacca chi gli fa le pulci come lui le ha fatte a tutti, spesso anche ingiustamente.

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Poi, a scadenza, nessuno gli impedisce di proseguire altrove: in una tv privata, magari quella «anti-Meloni» — definizione non nostra, ma del suo stesso direttore del tg, Enrico Mentana. Lì i suoi metodi sarebbero un problema editoriale di chi lo paga. Qui sono un problema nostro. «Lo Stato è la grande finzione attraverso la quale ognuno si sforza di vivere a spese di tutti gli altri», ammoniva Frédéric Bastiat. Il servizio pubblico non dovrebbe esserne la prova. E noi, francamente, abbiamo già dato.

Stefano Giordano

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