Salvini boicotta la candidatura di Garavaglia che non molla. Soldati a Milano

Maranza in felpa o in toga? Insultare la premier dai social di un pm è un po’ come sfasciare le vetrine

20.10.2026 articoli vari estratti opact.simofin.com lett2

CONGRESSO LEGA

Salvini è una firma. Telefona agli eurodeputati e boicotta la candidatura di Garavaglia che non molla

A Garavaglia mancano poche firme per sfidare il leader al congresso della Lega. Il vicepremier potrebbe raccoglierle personalmente tra gli eurodeputati e trasformare una candidatura scomoda in una prova di generosità. Perché un congresso sia una festa, bisogna anche lasciare spazio al rivale..estratto

diCarmelo Caruso 20 OTT 26 ilfoglio.it

- Lega vs Forza Italia. I due alleati litigano pure sugli scontri di Milano: “Sbigottiti da FI”. E il Carroccio archivia lo ius scholae

Salvini e Tajani lontani anche sulle soluzioni da adottare dopo gli scontri del weekend. E il leghista, mirando al Viminale, rischia di archiviare per sempre una nuova legge sulla cittadinanza. Botta e risposta tra i referenti locali dei due partiti..estratto

diLuca Roberto 20 OTT 26 ilfoglio.it

- governo e sicurezza

Meloni di ferro: soldati a Milano, fermi preventivi. Occhio alla manina russa

Il governo pronto ad adottare in Cdm misure "senza precedenti" per rispondere alle violenze del weekend. Si temono infiltrazioni filorusse nelle piazze. Barelli: "Ma come fai a punire i dodicenni? E' un problema che riguarda anche l'educazione, i genitori". Vannacci perde quota nei sondaggi..estratto

diCarmelo Caruso 20 OTT 26

- Maranza in felpa o in toga?

Insultare la premier dai social di un pm è un po’ come sfasciare le vetrine

diRedazione 20 OTT 26 ilfoglio.it

Nell’opinione pubblica, l’uscita di un magistrato che insulta la premier perché resiste alla concessione di circa 1 miliardo di euro di arretrati ai magistrati può avere lo stesso effetto politico di un maranza che sfascia le vetrine. “La nana borgatara non ha tempo per firmare un decreto. Ci penserà un commissario ad acta! Povera Italia” è il commento apparso sul profilo Facebook di Alessandro Di Cicco, sostituto procuratore a Roma. Il riferimento è a Giorgia Meloni che aveva detto all’Adnkronos: “In coscienza non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati”, aggiungendo che la somma “è dieci volte” quanto serve al governo risolvere la crisi “dell’autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia”.

L’uscita della premier formalmente non ha senso, perché non si tratta di una decisione discrezionale ma di ottemperare a una sentenza. Ma agli occhi di un cittadino, soprattutto in un contesto di difficoltà economica, non mostra maggiore senso delle istituzioni un magistrato esprimersi così volgarmente per rivendicare un lauto aumento di stipendio. Il pm Di Cicco ha detto di non essere l’autore della frase e di essere stato vittima di un attacco informatico: “Mi hanno hackerato il profilo Facebook e sto andando al commissariato a denunciare – ha detto –. Non sono stato io a scrivere quel post sulla premier”. Le probabilità che un hacker si sia impossessato del profilo social di un pm per vergare un post di insulti contro la premier che non dà i soldi alla sua vittima e ai suoi colleghi sono, a occhio, abbastanza remote. Non tanto per l’offesa “nana borgatara”, che si addice al linguaggio di un mascalzone, ma per la conoscenza del ruolo nella vertenza di un “commissario ad acta”. Sicuramente la procura di Roma indagherà con scrupolo sulla denuncia contro ignoti del pm Di Cicco, ma per molte persone comuni – che già hanno poca fiducia nelle istituzioni – si consoliderà l’idea che i maranza indossano la felpa, ma qualche vola anche la toga.

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