Diga di Mosul, gli interessi in gioco e l'impegno italiano

Roma manda 450 soldati a difesa della diga. E di un appalto da oltre 2 miliardi, voluto dagli Usa. Nonostante i rischi per la sicurezza, in un'area in mano all'Isis.

(© Getty Images) La diga di Mosul, la più grande dell'Iraq.

di Barbara Ciolli | 18 Dicembre 2015 lettera43

A tu per tu con il martirio di Forza Italia

La linea Confalonieri e le parole di Del Debbio. Come non farsi spolpare

Foto Foglio Vincino

di Salvatore Merlo | 18 Dicembre 2015 ore 09:57 Foglio

Tutte le tattiche di Renzi per non essere schiacciato dall’Europa

L’Italia in deficit di incidenza contro lo strapotere tedesco. Via l’ambasciatore a Bruxelles. Chi altri è sotto tiro?

di Renzo Rosati | 18 Dicembre 2015 ore 06:18 Foglio

Quanto grillismo c’è in Matteo Renzi?

Non molto, ma qualcosina sì. Il metodo Cantone e il populismo penale, più che l’accordo sulla Consulta. E poi l’approccio sulle banche (commissione di inchiesta) e i precedenti del caso Boschi. Occhio al moralismo, bellezza

di Claudio Cerasa | 18 Dicembre 2015 ore 06:18 Foglio

La roulette russa di Renzi

Sotto osservazione europea su immigrazione e deficit, Roma ha sparigliato criticando le sanzioni alla Russia. Berlino, indispettita, ci vede un bluff. Parla Meister, del Dgap, pensatoio vicino agli Esteri di Merkel

di Marco Valerio Lo Prete | 17 Dicembre 2015 ore 06:27

Washington-Roma-Mosca

Tra Mosul e sanzioni. Un saggio schema di gioco che unisce Renzi al Cav.

di Redazione | 17 Dicembre 2015 ore 06:27

Renzi è ora costretto in posizione di difesa

A Montecitorio prima, a palazzo Madama poi, è apparso ben lontano dai tempi delle facili affabulazioni annuncianti mirabilia da attuarsi in tempi ravvicinati.

 di Marco Bertoncini Italia Oggi 17.12.2015

Perché il sempre mediatico Francesco è censurato sull'amnistia

Il Papa dice la sua sulle carceri, ma non è in sintonia con gli interessi elettorali e con le pulsioni giustizialiste, perciò viene sostanzialmente occultato.

di Redazione | 16 Dicembre 2015

Renzi tradisce gli investitori stranieri. Parla l'ex ad di Eni Paolo Scaroni

L’esecutivo renziano con un’improvvisa marcia indietro sulle perforazioni in mare ha fatto uno sgarro ai petrolieri. Conseguenze gravi di una scelta populista

di Alberto Brambilla | 16 Dicembre 2015 ore 16:59

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