Electrolux, confermati i 1.450 esuberi e chiusura sito.

I sindacati proclamano 8 ore di scioperoi: “Nutriamo forti perplessità sul riassetto industriale e organizzativo promosso da Electrolux"

04/09/2026 19:28 | OT |oggi treviso,it lett2’

SUSEGANA - Si sono conclusi senza un accordo gli incontri più di profilo tecnico relativi alla vertenza Electrolux. Nei due giorni di trattativa tenutisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha riepilogato e dettagliato con alcune limitate modifiche il piano per ciascun stabilimento italiano. "Electrolux non solo ha ribadito la richiesta al Governo di intervenire su questioni di fondo che incidono sulla competitività, in particolare di agire in sede europea per la riforma della CBAM, ma ha aggiunto l’intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo un numero massimo di pezzi ora da montare”, spiegano i sindacati dei metalmeccanici, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil in una nota congiunta.

 

“Electrolux in pratica dichiara di voler incrementare la cadenza, a fronte di

miglioramenti ergonomici e del rispetto delle saturazioni massime, fino a un massimo di 140 pezzi ora. Inoltre nelle fabbriche si stabilizzerebbe l’assetto ad un unico turno unico così detto a giornata. A fronte di tali pesantissime richieste, Electrolux offre solo modifiche limitate al piano industriale e conferma la chiusura del sito di Cerreto d’Esi".

"Gli esuberi complessivi in Italia - sottolineano le sigle sindacali - passano da 1.719 a 1.450, ma a questi in realtà si devono aggiungere 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati; inoltre lo stesso organico a tempo indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200 persone, mentre 91 contratti a tempo determinato sono già scaduti senza rinnovo”. “Esprimiamo la nostra decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad offrire esuberi e dismissioni. Il famigerato piano industriale di Electrolux dunque non solo non è stato ritirato, ma anzi è stato in massima parte confermato”.

Per questo i sindacati ritengono esaurito il confronto tecnico e chiedono la riconvocazione urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate. Intanto è stato proclamiamo uno sciopero di otto ore con modalità che saranno precisate e la prosecuzione dello stato di agitazione.

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