IL RIEMPITIVO I due grandi meriti di Ettore Bernabei
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Il secondo, non aver depennato dal copione del Quartetto Cetra, il verso che più univa gli spettatori, sia colti, sia analfabeti: “Una lacrima sul Griso
di Pietrangelo Buttafuoco | 17 Agosto 2016 ore 06:18
Dei tanti meriti di Ettore Bernabei – l’uomo che alla Rai fabbricò il codice di vita italiana – due in particolare restano ai vertici sommi della fatica artistico-culturale. Il primo è di aver messo in cantiere lo sceneggiato degli sceneggiati, ovvero “I Fratelli Karamazov” di Sandro Bolchi (con dei giganti quali Salvo Randone e Umberto Orsini). Il secondo, non aver depennato dal copione del Quartetto Cetra, il verso che più univa gli spettatori, sia colti, sia analfabeti: “Una lacrima sul Griso”. I quattro cantavano e nell’Italia pedagogizzata da Bernabei, Dio lo abbia in gloria, la battuta la capivano tutti.


